SOLARI: FILTRI FISICI E FILTRI CHIMICI !

17 giugno LoverOfBeauty 5 Comments

Ciao bellezze!
Come state?
In questi giorni si sta discutendo molto sui solari, quindi ho deciso di scrivere un articolo per permettervi di scegliere il vostro solare in base alle vostre esigenze.
Questo articolo non sarà nè pro naturale nè pro chimico, cioè imparziale come al solito :)

Ci tengo a dire che lo spunto per questo articolo mi è venuto dopo aver letto l'articolo scritto da Elena di Vanity Space (link al suo articolo).

IL SOLE
Il sole emette radiazioni, queste vengono in gran parte assorbite dall'atmosfera terrestre che agisce da vero e proprio filtro.
Le radiazioni che riescono a oltrepassare questa barriera protettiva naturale sono composte da tre diversi tipi di luce: quella visibile ad occhio nudo (non pericolosa), quella infrarossa (invisibile e responsabile del senso di calore) e quella ultravioletta (raggi Uv - responsabili dell'abbronzatura).
I raggi Uv a seconda della lunghezza d'onda, si suddividono in Uv-A, Uv-B e Uv-C.


•Uv-A: hanno ottimi effetti sull'abbronzatura (anche se inferiori agli U.V-B) e moderati sul danneggiamento cutaneo.
Vista la loro elevata lunghezza d'onda sono tuttavia in grado di penetrare in profondità nel derma distruggendo capillari, collagene ed elastina, provocando eritemi e danneggiando la pelle.
•Uv-B: hanno una capacità di penetrazione inferiore e non riescono a superare le strutture più superficiali della pelle.
Gli effetti deleteri sono comunque importanti poiché i raggi U.V-B sono in grado di alterare il materiale genetico contenuto nel DNA aumentando il rischio di comparsa di tumori cutanei.
La radiazione UV-B è molto più efficace della radiazione UV-A nel provocare l'eritema.
•Uv-C: sono particolarmente dannosi per la salute ma vengono trattenuti dalla fascia di ozono.

SOLARI E FATTORE DI PROTEZIONE
I filtri solari sono prodotti cosmetici capaci di proteggere la pelle dalle radiazioni ultraviolette. Possono essere di due tipi: fisici (respingenti) e chimici (assorbenti).

Il fattore di protezione (SPF, Sun Protection Factor), viene indicato sui solari (10, 30, 50 ecc...) e indica il fattore per il quale viene moltiplicata la nostra naturale resistenza alle scottature (eritemi).
Per esempio, se la massima "resistenza al sole" della nostra pelle è di 10 minuti, impiegando un filtro fattore 5, si passa a 50 minuti di protezione (5 x 10).
Il tempo di resistenza varia in base alla sensibilità individuale e per questo motivo la scelta del protettore solare, va fatta in base al proprio fototipo.

I FILTRI CHIMICI E LA FOTOSTABILITA'
I filtri chimici modificano la struttura chimica delle radiazioni restituendo l'energia assorbita sottoforma di calore.
Sono abbastanza inquinanti (dopo ci sarà il confronto con i filtri fisici).
Da diversi anni si parla del problema della fotostabilità dei filtri solari chimici: le radiazioni UV possono interagire con il filtro stesso e provocare la formazione di altre sostanze con possibili effetti fotoallergici e/o fototossici.
Ecco una lista di filtri chimici fotostabili e non: per controllare basta cercare INCI, Ingredienti o Ingredients sul nostro solare e verificarne la presenza o meno.


Filtri chimici fotostabili:
 
Octocrylene (filtro UVB), Terephthalylidene Dicamphor Sulfonic Ac (filtro UVA), Drometrizole Trisiloxane (filtro UVB), Bis-Ethylhexyloxyphenyl Triazine (filtro UVA e UVB), Methyilene Bis-Benzotriazolyl Tetramethylbuthylphenol (filtro UVA e UVB), Diethylhexyl Butamido Triazone (filtro UVA), Ethylhexyl Triazone (filtro UVB).
L' Octyl methoxycinnamate (filtro UVB) messo da solo in formula ancora regge in fotostabilità, ma se in co-presenza destabilizza l'avobenzone (Butyl Methoxydibenzoylmethane), il tutto si ristabilizza se sono presenti octocrylene e/o Mexoryl e Tinosorb.

Filtri chimici non fotostabili:


1. Butyl Methoxydibenzoylmethane è l'avobenzone filtro UVA e parte UVB, è un filtro non fotostabile, è stabilizzato se in formula ci sono octocrylene e/o Mexoryl, Tinosorb, Diethylhexyl Syringylidene Malonate, Diethylhexyl 2,6-Naphthalate
2. Ethylhexyl Salycilate(potreste ancora trovare da qualche parte il fu octyl salicylate, vecchia denominazione, stessa sostanza): filtro UVB non fotostabile, si stabilizza in co-presenza con ethylhexyl triazone, tinosorb M o S, octocrylene, o mexoryl.

Filtri chimici "problematici"


1. 4-Methylbenzyliden Camphor (4-MBC) : Filtro UVB parziale UVA, risulta fotostabile ma è sotto osservazione dalla Commissione Scientifica Europea dei prodotti al consumo (SCCP) in quanto ci sono rischi di tossicità.
2. Octyldimethyl-PABA (OD-PABA): sotto osservazione per possibile attività estrogena.
3. Benzophenone-3(Bp-3): sotto osservazione per possibile attività estrogena.
4. Homosalate (HMS): sotto osservazione per possibile attività estrogena.
5. Octyl-Methoxycinnamate (OMC): pare che da solo non regga tanto bene in fotostabilità quindi è meglio trovarlo in co-presenza di ethylhexyl triazone, tinosorb M o S, octocrylene, o mexoryl; comunque sotto osservazione per possibile attività estrogena.

I FILTRI FISICI
I filtri fisici riflettono le radiazioni come veri e propri specchi (schermi solari).
Quelli più comunemente utilizzati sono ossido di zinco e biossido di titanio, li riconoscete dal bianco che lasciano sulla pelle.
Il biossido di titanio serve per gli UVB, ma alcuni studi sospettano che possa creare radicali liberi.
Tali radicali vengono liberati dal titanio biossido micronizzato, non quello normale e cioè in polvere meno fine; ma lo mettono praticamente tutte le aziende micronizzato perchè altrimenti ci si spalma di un pastone bianchissimo.
Nel nuovo Regolamento Cosmetici della Commissione Europea l'ossido di zinco non è più presente come filtro solare, tuttavia la questione è superata dal fatto che in tutti cosmetici è consentito inserire ossido zinco fino al 25% .
Quindi legalmente come filtro fisico resta il biossido di titanio.
Adesso leggendo di ossido di zinco e biossido di titanio penserete (come spesso inducono le case cosmetiche) che sono "minerali", che si trovano in natura.
Ebbene NO, per ottenere questi due cari amici vanno messi in atto diversi processi industriali (spiegati sull'articolo di Vanity Space linkato sopra) che per altro sono anche inquinanti.

FILTRI CHIMICI VS FILTRI FISICI
Ma quindi quale scegliere fra i due?
Ecco cosa dice lo schema di calcolo dell'impatto ambientale dell'EU Ecolabel del biossido di titanio rispetto ad alcuni filtri chimici:

Titanium Dioxide 833,33
Octocrilene 1666,67
Bis-ethylhexyloxyphenol methoxyphenyl triazine 1666,67
Butyl methoxydibenzoylmethane 1666,67

Da questo calcolo si evince come il biossido di titanio sia sicuramente meno inquinante, la metà circa, ma comunque non è ecobio come fino ad ora tante persone hanno pensato.
La realtà è che ad oggi, 17/06/2015 non esiste nessun filtro solare in natura, quindi diffidate dalle aziende che vi vendono un solare ecobio perché non esiste alcun filtro naturale.

L'articolo termina qui, ovviamente in caso di scoperte eclatanti verrà aggiornato :)
Non voglio dirvi quali filtri scegliere, sta a voi decidere in base al vostro pensiero e alle vostre esigenze.
Ricordatevi che i pallini del biodizionario non sono dei dogmi, ma delle linee guida.
Bisogna informarsi su tutto, SEMPRE!

Alla prossima,
Barbara

Fonti: mypersonaltrainer - vanityspace - promiseland - lola.mondoweb.net

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5 commenti:

  1. Complimenti per l'articolo interessante e dettagliato! Sono felice di saperne di più grazie a te adesso :) e hai ragione: bisogna informarsi su tutto, SEMPRE!

    Bacioni cara!

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  2. Ciao Barbrara, ho citato il tuo post in un mio articolo sul blog, spero non ti dispiaccia :)

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  3. Grazie mille, mi e' servito davvero questo articolo, mi sono resa conto di saperne veramente poco!

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  4. Un articolo proprio interessante....tante Novita cose importanti da sapere...sono proprio contenta di scoprire queste cose proprio qui! Complimentissimi ottima recensione!!!

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